post-title Iperomocisteinemia: un nemico silenzioso, una prevenzione possibile! Non sottovalutarla https://www.bgenetica.it/bgenetica/wp-content/uploads/2018/11/omocisteina.jpg April 14, 2020 yes no

Iperomocisteinemia: un nemico silenzioso, una prevenzione possibile! Non sottovalutarla

Numerosi studi hanno dimostrato come l’iperomocisteinemia è considerata un importante fattore di rischio per malattie tromboemboliche e cardiovascolari (trombosi, vasculopatie periferiche, infarto, ictus) attraverso un aumento dell’aterosclerosi mediata dal danno endoteliale. Le Linee Guida nazionali per la prevenzione dell’aterosclerosi raccomandano infatti di mantenere bassi livelli di omocisteina per la prevenzione di tali condizioni. Evidenze recenti attribuirebbero anche un ruolo nell’aumento del rischio di insorgenza di alcune neoplasie. L’iperomocisteinemia è stata inoltre associata quale fattore di rischio per patologie neurodegenerative quali demenze ed Alzheimer e per numerose complicanze gravidiche (poliabortività, gestosi, etc). L’omocisteina è un derivato della demetilazione della metionina, aminoacido essenziale. I fattori in grado di provocare un’iperomocisteinemia sono molteplici e tra questi: carenza di vitamine B, carenze enzimatiche su base genetica (legata a mutazioni in geni codificanti per enzimi coinvolti nel metabolismo della metionina quali CBS, MTHFR, metionin-sintetasi), farmaci (farmaci ad azione sulla mucosa gastrica, contraccettivi orali, antiepilettici), età, stili di vita (es. fumo, stress, alimentazione povera di frutta e verdura), etc. Tra le cause genetiche la presenza della mutazione MTHFR C677T, polimorfismo comune con una frequenza di eterozigoti e di omozigoti elevata in Italia come dimostrato in ampi studi internazionali, risulta responsabile della termolabilità dell’enzima e della sua minore attività a cui può far seguito un aumento dei livelli di omocisteina. Individuare questo fattore di rischio è semplice, basta eseguire un dosaggio ematico dei livelli di omocisteina e in presenza di valori elevati modificare dieta e stili di vita ed eventualmente supplementare con acido folico e vitamine del gruppo B. In particolar modo si è visto come la supplementazione con metiltetraidrofolato risulti particolarmente efficace per il controllo dell’iperomocisteinemia e se tale supplementazione è utilizzata in prevenzione primaria risulti efficace nella prevenzione del danno endoteliale.

omocisteina

IPEROMOCISTEINEMIA

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