Melanoma cos’è: definizione ed epidemiologia

Il Melanoma è un tumore maligno che si sviluppa a seguito di crescita incontrollata dei melanociti. I melanociti, la cui funzione principale è quella di sintetizzare pigmenti (melanine), sono cellule presenti soprattutto a livello della cute e dei follicoli piliferi, a livello dei nevi, a livello delle mucose e in misura minore in sedi extracutanee (occhio, orecchio interno, meningi del sistema nervoso centrale, ecc).

Il melanoma colpisce soprattutto soggetti con età compresa tra i 30 e i 60 anni. Un tempo considerata neoplasia rara, oggi il melanoma mostra costante crescita, con un aumento di nuovi casi all’anno a livello mondiale di circa il 15% rispetto al decennio precedente.Il melanoma cutaneo è, in particolare, decine di volte più frequente nei soggetti di ceppo europeo (caucasici) rispetto alle altre etnie. I tassi di incidenza più elevati si riscontrano infatti nelle aree molto soleggiate e abitate da popolazioni di ceppo nordeuropeo, con la pelle particolarmente chiara.

Seppur in Italia la stima dell’incidenza e della mortalità associata a questa condizione è approssimativa, i decessi attribuiti a melanoma cutaneo secondo le ultime stime sono stati 4.000 nei maschi e oltre 3.000 nelle femmine. Il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita è del 1.5% nei maschi e del 1.2% nelle donne.

Fattori di rischio del melanoma

I fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma sono:

  • Esposizione ai raggi ultravioletti (UV) solari, soprattutto se acuta e intermittente (abbronzatura durante le vacanze), associata a scottature solari e in età infantile.
  • Esposizione ai raggi UV di lampade abbronzanti.
  • Fenotipi chiari (pelle chiara e occhi azzurri), lentiggini.
  • Fattori familiari e genetici (anamnesi personale e familiare di melanoma).
  • Numero di nevi atipici
  • Aumento di nevi melanocitici acquisiti.
  • Nevo melanocitico congenito con dimensione > 20 cm (nevo congenito gigante).
  • Fattori dietetici
  • Immunosoppresione

I fattori genetici di predisposizione al melanoma

Dal punto di vista eziologico, l’insorgenza del melanoma è soprattutto attribuibile a fattori di rischio ambientale e meno frequentemente a fattori di predisposizione genetica.

Di tutti i casi di melanoma circa il 90% possono essere considerati sporadici, mentre il 10% hanno origine puramente genetica. In genere la predisposizione genetica si manifesta con insorgenza di più melanomi, in età giovanile e in più membri della stessa famiglia.

In letteratura i casi di aggregazione familiare di melanoma descritti raggiungono fino al 15% del totale. La discordanza tra queste percentuali è attribuibile al fatto che non tutti i melanomi familiari condividono alla base la presenza di alterazioni genetiche individuabili, ma buona parte sono secondari al fatto che individui della stessa famiglia condividono l’esposizione solare, l’appartenenza alla medesima area geografica e lo stesso fenotipo.

Negli ultimi decenni sono stati descritti diversi geni di suscettibilità al melanoma. Secondo la letteratura disponibile le famiglie con alterazioni ereditarie responsabili della formazione di melanomi hanno un rischio di sviluppare la patologia dalle 30 alle 70 volte più alto rispetto alla popolazione generale, oltre ad essere più a rischio per lo sviluppo di altre patologie neoplastiche quali tumore del pancreas e carcinoma delle cellule renali.

La suscettibilità al melanoma è stata attribuita a mutazioni in diversi geni, per lo più preposti alla regolazione del ciclo cellulare, alla differenziazione cellulare, alla riparazione del DNA, alla stabilizzazione telomerica. Questi geni possono essere divisi in tre grandi gruppi, in relazione al rischio di sviluppare tumori nel tempo:

  • Geni ad alta penetranza: CDKN2A, CDK4, BAP1, POT1, ACD, TERT, TERF2IP. Questi geni sono responsabili del 50% dei melanomi ereditari.
  • Geni a media penetranza: MC1ReMITF
  • Geni a bassa penetranza: OCA2, TYR, TYRP1,SLC45A2e recentemente ATM.

Altri geni come PTENTP53BRCA1BRCA2, RB1 sono responsabili di sindromi da predisposizione tumorale ad oggi ben definite, in cui il melanoma è presente ma con un’incidenza inferiore rispetto agli altri tumori caratterizzanti la sindrome stessa.

Il melanoma: criteri per la consulenza genetica

La presenza di multipli melanomi ad insorgenza giovanile con storia familiare e/o personale di tre o più melanomi primari o neoplasia pancreatica rappresentano dei criteri sufficienti per l’accesso alla consulenza oncogenetica. Il consulente genetista, dopo un’attenta valutazione della storia personale e familiare del paziente, sarà in grado di stabilire se sussistono i presupposti per l’effettuazione di eventuali indagini genetiche.

Secondo le recenti Linee Guida AIOM 2021 c’è una raccomandazione forte perché in caso di melanoma multiplo sia presa in considerazione l’esecuzione del test genetico per la valutazione dello stato mutazionale di CDKN2A così come in caso di importante familiarità per melanoma dovrebbe essere presa in considerazione l’esecuzione del test genetico sempre per la valutazione dello stato mutazionale di CDKN2A.

Sempre nelle stesse Linee Guida emerge una raccomandazione forte legata all’evidenza che recentemente, sono state definite diverse sindromi di predisposizione al melanoma non associate solo ai geni CDKN2A e CDK4. Sulla base di queste nuove prove, nei pazienti

  • affetti da melanoma con storia familiare positiva (almeno due membri affetti nella stessa famiglia) o storia personale suggestiva (caso di melanoma multiplo);
  • affetti da melanoma con storia personale o familiare positiva per una delle seguenti neoplasie: adenocarcinoma pancreatico, melanoma uveale, mesotelioma pleurico o peritoneale, neoplasie renali;
  • con storia personale positiva per escissione di nevi di Spitz atipici;
  • con criteri diagnostici per sindromi associate a rischio di melanoma (in particolare sindromi amartomatose associate a mutazioni del gene PTEN e sindrome BAP1)

dovrebbe essere presa in considerazione l’esecuzione di un test genetico multigenico che includa: CDKN2A, CDK4, BAP1, POT1, TERF2IP, ACD, TERT, MITF, MC1R, ATM, PALB2

Le strategie di prevenzione del melanoma

È possibile attuare strategie di prevenzione primaria il cui obiettivo è quello di evitare l’insorgenza della patologia. In tal senso si consiglia di evitare l’esposizione ai raggi UV, soprattutto se intermittente e nelle ore più calde della giornata. Evitare le scottature solari, soprattutto in età infantile.

Strategie di prevenzione secondaria sono finalizzate all’ individuazione precoce di eventuali lesioni cutanee. La modalità più semplice ed economica consiste in un attento autoesame della pelle, volto ad identificare eventuali nuove lesioni e a monitorare le preesistenti.  Una valida e semplice guida è rappresentata dall’utilizzo dei criteri ABCDE. L’esame delle lesioni deve essere effettuato tenendo in considerazione l’insorgenza di Asimmetria, Bordi irregolari, variazione di Colore, Diametro> 6mm, Evolutività. Se uno dei criteri è presente, è necessaria rivolgersi ad uno specialista dermatologo.

autoesame melanoma

Per i soggetti ad alto rischio di melanoma (portatori di mutazioni genetiche, storia familiare, caratteristiche fenotipiche, presenza di nevi atipici, ecc) esiste la possibilità di inserimento in follow up clinici e strumentali periodici.

Per ulteriori approfondimenti puoi contattare i genetisti di Bgenetica o, qualora dovessi rientrare in una delle condizioni prima illustrate, valutare la possibilità di eseguire una consulenza genetica.

Se hai dei quesiti i Genetisti di Bgenetica sono pronti a risponderti inviando il tuo quesito a info@bgenetica.it

Articolo a cura della Dr.ssa C. Lupica  – Specializzanda in Genetica Medica

Bibliografia