A cura di Veronica Oieni, psicologa – psicoterapeuta, Andros Clinica Day Surgery, Palermo

Per una coppia che deve intraprendere un percorso di fecondazione assistita con donazione di gameti, è di grande importanza potersi fermare a riflettere sulla dimensione della scelta consapevole.

Riflettere consapevolmente significa iniziare a porsi domande profonde e chiedersi se questo percorso sia coerente con il proprio sistema di valori, con i pensieri e con i modelli culturali di riferimento. Vuol dire interrogarsi sulla disponibilità ad accogliere una genitorialità diversa da quella immaginata prima che l’infertilità entrasse, spesso in modo improvviso e doloroso, nella propria sfera più intima e privata.

Significa anche chiedersi se si è pronti a ridefinire l’idea stessa di genitorialità, accettando che possa assumere traiettorie nuove, non previste, ma non per questo meno autentiche o significative.

La coppia di fronte alla scelta della donazione di gameti

Le coppie che desiderano intraprendere un percorso di PMA con donazione di gameti dovrebbero essere accompagnate all’interno di un setting psicologico dedicato, come indicato dalle Linee Guida Ministeriali 2024 e dalle principali raccomandazioni delle società scientifiche internazionali.

Riflettere sulla donazione di gameti implica considerare tutti i soggetti coinvolti: la coppia ricevente, il bambino immaginato e il bambino nato, il donatore o la donatrice, e la rete sociale di riferimento. Per ciascuno di questi soggetti, la donazione comporta implicazioni psicologiche differenti.

Il lutto per la perdita della genitorialità immaginata

L’impossibilità di concepire un figlio con i propri gameti rappresenta spesso un’esperienza emotiva assimilabile a un lutto, che necessita di tempo, riconoscimento ed elaborazione. Non si tratta solo della perdita della possibilità biologica, ma anche della perdita di un’immagine di sé come genitori, costruita nel tempo e spesso data per scontata.

In questo lutto convivono più livelli: la rinuncia alla continuità genetica, la perdita della spontaneità del concepimento, ma anche la frattura rispetto a un’idea di normalità che l’individuo e la coppia avevano interiorizzato. È un processo che può generare ambivalenza, senso di inadeguatezza e interrogativi profondi sull’identità personale e di coppia.

Solo attraversando consapevolmente questa fase diventa possibile aprirsi a nuove forme di significato e di progettualità, evitando che la donazione di gameti venga vissuta come una soluzione riparativa o come una scelta subita.

Oltre il DNA: ripensare la genitorialità come relazione

Accogliere la donazione di gameti implica destrutturare l’idea che la genitorialità sia definita esclusivamente dal DNA, per costruire un modello in cui l’essere genitori venga pensato come un’esperienza relazionale, di accudimento, di crescita e, successivamente, di svincolo e autonomizzazione.

Immaginare di mettere al mondo un figlio non geneticamente legato a sé è a tutti gli effetti un concepimento che va costruito nel proprio mondo interno, dove convivono modelli culturali, sistemi valoriali, aspettative, desideri, ma anche paure e limiti.

Questo processo non è scontato né obbligatorio. Ogni coppia dovrebbe potersi chiedere se la donazione di gameti rappresenti una possibilità generativa autentica o se venga vissuta come una scelta accompagnata da rassegnazione e inquietudine. In quest’ultimo caso, è importante fermarsi e comprendere se esiste uno spazio psichico per trasformare questa inquietudine o se sia necessario ridefinire la progettualità di coppia.

Evidenze scientifiche e svelamento delle origini

La letteratura scientifica internazionale sul funzionamento delle famiglie nate da donazione di gameti restituisce dati rassicuranti: genitori e figli mostrano un buon livello di benessere, una buona qualità della relazione e non emergono differenze significative rispetto alle famiglie con figli concepiti naturalmente o con tecniche omologhe.

Un elemento ricorrente in questi studi riguarda la disclosure, ovvero lo svelamento delle origini. Nella maggior parte dei casi analizzati, i figli erano a conoscenza della storia del proprio concepimento.

Per molte coppie, l’idea di raccontare al figlio la donazione viene vissuta come qualcosa di traumatico o eccessivamente complesso. Tuttavia, sia le evidenze scientifiche sia l’esperienza clinica mostrano che le famiglie orientate alla disclosure ritengono che sia nel miglior interesse del bambino conoscere la propria storia, piuttosto che crescere all’interno di un sistema basato su un segreto.

Accettare un percorso di fecondazione eterologa implica l’accoglienza di una alterità che la tecnica stessa introduce e che, se elaborata, può favorire un dialogo più aperto e autentico all’interno del sistema familiare.

Legame genetico, epigenetica e false rassicurazioni

Sempre più coppie arrivano nei centri di PMA con una conoscenza preliminare di termini tecnici e procedure. Tuttavia, informazioni parziali o semplificate, spesso veicolate dai social, possono generare convinzioni fuorvianti.

Il tema dell’epigenetica viene talvolta utilizzato come rassicurazione impropria, soprattutto nei percorsi di ovodonazione, come se le modificazioni epigenetiche potessero “risolvere” il gap genetico e annullare ogni forma di differenza.

Questa narrazione tende a escludere le gravidanze ottenute tramite donazione di seme, sollevando una domanda cruciale: quale sarebbe, in quel caso, il ruolo dell’epigenetica?

Affrontare questo tema significa riconoscere la necessità di elaborare il lutto per la perdita del legame genetico, trasformandolo in una nuova forma di generatività resa possibile dalla donazione, piuttosto che negare il processo che ha caratterizzato quella nascita.

Verso un nuovo paradigma di genitorialità

Le innovazioni scientifiche e i cambiamenti sociali ci impongono di ripensare i paradigmi culturali tradizionali. La normalità non è un concetto statico, ma una lente che cambia insieme ai codici e ai valori di una società.

In un contesto in cui il ricorso alla fecondazione eterologa è in costante crescita e considerando che in Italia nel 2022 sono nati oltre 3.800 bambini grazie alla donazione di gameti, diventa evidente che le matrici culturali della genitorialità stanno già cambiando.

Il non pensiero e la rimozione della complessità possono generare vuoti di significato e lasciare ferite profonde nei vissuti individuali e familiari. Per molte coppie, rinunciare a una parte di sé per non abbandonare il progetto genitoriale è una scelta difficile, ma possibile.

Affinché questa scelta diventi matura e generativa, è necessario riconoscerne e accoglierne la complessità, senza semplificazioni difensive, dando spazio a una riflessione autentica e condivisa.

Se senti la necessità di un supporto specialistico per orientarti consapevolmente all’interno di questo percorso, puoi rivolgerti richiedere una consulenza genetica ai nostri specialisti.

BIBLIOGRAFIA

  • Duff MA, Goedeke S. Parents’ disclosure to their donor-conceived children in the last 10 years and factors affecting disclosure: a narrative review. Hum Reprod Update. 2024 Jul 1;30(4):488-527.  (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38687968/) .
  • ESHRE Working Group on Reproductive Donation; Kirkman-Brown J, Calhaz-Jorge C, Dancet EAF, Lundin K, Martins M, Tilleman K, Thorn P, Vermeulen N, Frith L. Good practice recommendations for information provision for those involved in reproductive donation. Hum Reprod Open. 2022 Feb 16; 2022 (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35178481/)

  • Fusco C, De Carli P, Fusoni F, Santona A. Couples’ interpersonal dynamics and relationship quality in donor-conceived families: a systematic review. Reprod Biomed Online. 2025 Nov;51(5):105105. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40972119/)

  • Golombok S, Jones C, Hall P, Foley S, Imrie S, Jadva V. A longitudinal study of families formed through third-party assisted reproduction: Mother-child relationships and child adjustment from infancy to adulthood. Dev Psychol. 2023 Jun;59(6):1059-1073. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37053391/)

  • Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. (24A02320) (GU Serie Generale n.107 del 09-05-2024)

The Practice Committee of the American Society for Reproductive Medicine and the Practice Committee for the Society for Assisted Reproductive Technology. Gamete and embryo donation guidance. Fertil Steril. 2024 Nov;122(5):799-813. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38970576/)