gene palb2 e tumore al seno

Il tumore alla mammella (BreastCancer) è, per incidenza e mortalità, il primo tumore nel sesso femminile. Si stima che, nell’arco della propria vita, circa 1 donna su 8 svilupperà questo tipo di tumore.

La gran parte dei tumori al seno è classificabile come sporadica ma si stima che almeno il 5-10% sia da attribuire a forme ereditarie causate da fattori genetici costituzionali di predisposizione ai tumori solidi.

Genetica e rischio di sviluppare una neoplasia alla mammella

Negli anni ’90 furono scoperti i geni BRCA1 e BRCA2, responsabili di circa il 25-30% dei casi di tumore ereditario della mammella e/o dell’ovaio. La presenza di varianti patogenetiche (VP), cioè varianti associate ad un alto rischio di tumore in questi geni è trasmessa con modalità autosomica dominante ad alta penetranza e predispone all’insorgenza di numerose patologie oncologiche, conferendo al soggetto portatore un rischio che incrementa nel corso della vita rispetto alla popolazione generale di tumori correlati alla sindrome HBOC (prostata, pancreas, colon, tiroide ecc.).

Nel 2006 venne descritto per la prima volta il gene PALB2, localizzato sul cromosoma 16, come altro oncogene coinvolto nel rischio di neoplasia alla seno. I pazienti portatori di una mutazione con perdita di funzione nel gene PALB2 sono esposti a un aumento del rischio di sviluppare il cancro al seno simile a quello conferito dalle mutazioni dei ben più noti geni BRCA1 e BRCA2 con un rischio cumulativo stimato di cancro della mammella per le donne e risultato del 14% entro i 50 anni e del 35% entro i 70.

Inoltre il rischio relativo associato alle mutazioni di PALB2 è risultato 8-9 volte maggiore nelle donne di età inferiore ai 40 anni, da 6 a 8 volte maggiore per quelle tra i 40 e i 60 e circa 5 volte maggiore per le over 60.

Rischio oncogenetico e mutazioni in PALB2

Alcuni studi hanno evidenziato un aumento del rischio, oltre che per neoplasie della mammella, anche per neoplasie ovariche, tubariche e peritoneali in donne portatrici di mutazioni nel gene PALB2 con rischio relativo intorno a 3. E’ stato riportato anche un aumento del rischio per tumori del pancreas.

Inoltre mutazioni bialleliche di PALB2 sono responsabili dell’Anemia di Fanconi, condizione ad ereditarietà autosomica recessiva, legata ad un difetto ereditario della riparazione del DNA, caratterizzata da pancitopenia progressiva, insufficienza del midollo osseo, malformazioni congenite variabili e predisposizione ai tumori ematologici o solidi.

In relazione all’aumento del rischio per neoplasie ovariche e tubariche le Linee Guida NCCN raccomandano che nelle pazienti con mutazioni del gene PALB2 venga eseguita consulenza interdisciplinare per valutare i possibili benefici della salpingo-ovariectomia.

Studi recenti della letteratura hanno inoltre ipotizzato un ruolo di PALB2 nei meccanismi di progressione del tumore alla mammella indicando l’utilità della ricerca delle mutazioni di PALB2 somatiche come possibili indicatori per le relative scelte terapeutiche.

Mutazioni di PALB2 e nuove opzioni terapeutiche

Ci sono evidenze che le cellule portatrici della mutazione PALB2 siano sensibili all’azione degli inibitori di PARP. Queste nuove molecole hanno dimostrato di essere molto efficaci nel trattamento della recidiva di carcinoma ovarico, così come terapia di mantenimento dopo la prima linea. Andranno inoltre ulteriormente valutate come opzione per aumentare la percentuale di risposta alla chemioterapia neoadiuvante.

Alcune di queste molecole sono attualmente in fase di sperimentazione nei tumori del seno correlati a mutazioni di BRCA1 o BRCA2 ed è possibile che questi farmaci possano funzionare anche nei tumori al seno con mutazioni di PALB2.

L’approccio multigenico

I dati recenti della letteratura scientifica stanno sempre più rafforzando il concetto che un approccio diagnostico realmente efficace non può prescindere da un’analisi simultanea di più geni mediante l’utilizzo di un pannello multigenico all’interno di un percorso di consulenza oncogenetica.

In questa ottica il programma BRACAnext, messo a punto da BGenetica, rappresenta una risposta concreta per la definizione del rischio oncogenetico e per il successivo programma di prevenzione.

Per ulteriori approfondimenti puoi contattare i Genetisti di BGenetica o, qualora dovessi rientrare in una delle condizioni prima illustrate, valutare la possibilità di eseguire una consulenza oncogenetica.

Se hai dei quesiti i Genetisti di BGenetica sono pronti a risponderti inviando il tuo quesito a info@bgenetica.it o compilando l’apposito form contatti.

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